Care italiane, cari italiani, cari amici del nostro Paese negli Stati Uniti d’America,
è con grande piacere che, nell’augurarvi sin d’ora una bellissima Festa della Repubblica e in attesa di accogliervi di persona al Detroit Institute of Arts, condivido con voi questo resoconto dei miei primi mesi da Console italiano a Detroit.
Il mio arrivo a Detroit a gennaio 2026, carico di speranze, aspettative e, sicuramente, anche di una certa ansia, legata all’inizio di ogni nuova grande esperienza, mi ha reso felice di poter finalmente scoprire con i miei occhi una realtà su cui fantasticavo da molti mesi, raccogliendo informazioni, racconti e testimonianze.
Ricordo molto bene com’è iniziata la mia esperienza qui e mi fa piacere raccontarvela.
Durante una calda giornata di intenso lavoro al Ministero a Roma, a maggio 2025, vidi pubblicata la lista delle assegnazioni diplomatiche all’estero. Da diversi mesi ragionavo sull’idea di presentare domanda per partire, non perché non mi piacesse il mio lavoro a Roma, ma perché desideravo fortemente vivere un’esperienza all’estero, dopo il primo “assaggio” avuto a Vilnius nell’estate del 2024.
Confesso che non avevo, sino a quel momento, preso in considerazione il Consolato di Detroit. Come purtroppo molte persone, conoscevo poco di questa realtà, spesso descritta, sia negli USA che in Italia, in modo semplicistico attraverso i soli stereotipi negativi legati al degrado, allo spopolamento e al crimine, tralasciando la ricchissima storia e cultura di questa città, il suo straordinario processo di rinascita in atto e tutto ciò che ha da offrire.
Quando vidi il posto vacante da Console a Detroit nella lista, mi venne una grande curiosità.
Ho iniziato sin da subito a fare ricerche e ho avuto l’impressione di una città elegante e affascinante, dalla storia singolare e molto sottovalutata.
Contattai dunque la Console Paola Allegra Baistrocchi, alla quale sono molto grato per avermi trasmesso fin da subito un fortissimo entusiasmo per questa città e per questo tipo di lavoro.
Mi affascinava moltissimo l’idea di mettermi alla prova come Console, come rappresentante del Governo italiano in questa importante area degli Stati Uniti, ricoprendo, sin dalla mia prima assegnazione diplomatica, il ruolo di Capo Missione, con tutte le responsabilità ma anche con le enormi gratificazioni che questo incarico riserva.
La mia fiducia è stata ampiamente ripagata. Sin dal mio arrivo mi sono appassionato profondamente a questa città così unica, che ha dato moltissimo alla storia del Paese e del mondo intero – non mi riferisco qui solo all’industria automobilistica ma anche ad aspetti storici meno sconosciuti, ad esempio il ruolo determinante delle fabbriche di Detroit per la vittoria degli Alleati nella Seconda guerra mondiale, o le interessantissime vicende della comunità afroamericana di Detroit, teatro fondamentale nell’evoluzione dei diritti civili – e che sta vivendo un periodo di fortissima rinascita. Una città legata da sempre a doppio filo all’Italia, che ha permesso a centinaia di migliaia di italiani di realizzare il proprio “sogno americano”, e a cui gli italiani di ieri e di oggi, a loro volta, hanno dato e continuano a dare un contributo fondamentale. Mi hanno colpito molto il suo dinamismo, la sua resilienza, la grinta e la generosità della sua gente. Un altro aspetto molto interessante è anche la sua posizione di confine con il Canada e l’intensa attività dei rapporti transfrontalieri, che troveranno ulteriore impulso con l’imminente apertura del Gordie Howe International Bridge, il terzo collegamento tra Detroit e Windsor e il primo utilizzabile anche da pedoni e ciclisti.
Ho avuto la fortuna di trovare un Consolato composto da persone fantastiche, motivate, professionali e gentili, che mi hanno accolto con grande calore.
Mi ha colpito molto anche la presenza di una comunità italiana estremamente attiva, legata al nostro Paese e orgogliosa delle proprie origini, disponibile a supportare il Console in molte iniziative. Una comunità in un territorio ampio, frammentata in numerose associazioni, club e istituzioni, spesso divise per regione o addirittura per paese di provenienza.
Sin da prima del mio arrivo ho stretto rapporti significativi con la Società Dante Alighieri, sede del Michigan, che si adopera instancabilmente per la promozione e l’insegnamento della nostra lingua e della nostra cultura con eventi mirati alla promozione del Sistema Paese. Ho poi conosciuto altri importanti interlocutori: dalla Fondazione Nuovi Orizzonti Italiani (Ente Gestore), attiva nell’insegnamento dell’italiano nelle scuole K-12 e in eventi culturali mirati, al Comites di Detroit, con cui stiamo valorizzando la storia degli italiani nel Midwest, fino alle varie federazioni, associazioni e club. Con loro trascorro diverse serate, rispondendo a molte domande sui servizi consolari, dando ascolto alle persone che desiderano parlarmi in privato, non solo di questioni consolari ma anche personali, e raccontando anche qualcosa di me e delle mie origini, oltre a tenere alcune presentazioni sulla città di Padova e sulla sua Università che hanno riscosso grande entusiasmo.
Ho notato sin da subito un intenso dinamismo sul piano economico, incontrando molti rappresentanti di imprese italiane di successo con cui stiamo organizzando eventi interessanti. Questo dinamismo non riguarda solo il Michigan, ma anche tutti gli Stati della nostra circoscrizione consolare. Ho già effettuato missioni in Indiana e Ohio a febbraio e a maggio, mentre la prima visita in Kentucky e Tennessee è prevista per novembre, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Sono molto stretti anche i rapporti con i nostri eccellenti Consoli onorari a Indianapolis e Nashville, che, oltre ad assistere i connazionali nella propria area e a supportare il Console per l’organizzazione di missioni ed eventi, hanno da alcuni mesi iniziato ad utilizzare le postazioni per la rilevazione delle impronte digitali per i passaporti, processati poi a Detroit e spediti a domicilio del richiedente.
Sto seguendo attivamente, insieme all’Ambasciata, anche la procedura per la nomina di due ulteriori Consoli onorari a Cleveland e Louisville, il che “chiuderà il cerchio” dei cinque Stati della nostra circoscrizione.
Le mie prime azioni concrete in Consolato sono state un’attenta analisi e, in alcuni casi, un riordino delle mansioni del personale, cercando di conciliare le attitudini e le aspirazioni di ciascuno con la necessità di mantenere elevati standard di servizio al pubblico e di garantire un back-up per ogni funzione durante le ferie o altre assenze. Ho avuto il piacere di instaurare un significativo rapporto di collaborazione con il nostro bravissimo Carabiniere, che si è reso disponibile anche per alcune iniziative di divulgazione della storia e delle funzioni dell’Arma, istituzione molto amata e rispettata dalla nostra comunità.
Un’altra misura semplice ma molto apprezzata è stata l’istituzione di una nuova linea telefonica e di un servizio di centralino, per venire incontro soprattutto a quella parte di utenza meno a suo agio con il sito web, i social media e gli appuntamenti online.
Mi sto dedicando, con sempre maggiore coinvolgimento, ad una delle funzioni più delicate ma anche umanamente più significative del ruolo di Console, quella dell’assistenza ai connazionali che si trovano in stato di arresto, alle prese con procedimenti di deportazione dal Paese o con le emergenze più disparate. Si tratta sicuramente di un ambito in cui alla conoscenza di leggi e procedure giudiziarie e ai rapporti – devo dire in genere molto positivi – con le autorità statunitensi si affiancano l’empatia e la capacità di ascolto, doti fondamentali per supportare i connazionali in difficoltà e le loro famiglie in Italia, per cui il Consolato costituisce spesso l’unico punto di riferimento.
Ho voluto proseguire l’ottimo lavoro di chi mi ha preceduto, curando in modo capillare la nostra presenza sui social media e organizzando diversi eventi di promozione delle eccellenze italiane: dal vetro di Murano al jazz, fino alla nostra cucina, recentemente proclamata patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Stiamo lavorando anche a nuove opportunità per le nostre aziende in settori innovativi, come le tecnologie emergenti, la rigenerazione urbana, il procurement militare.
Nel prossimo futuro ci attende anche la promozione di una grande mostra su Caravaggio che verrà inaugurata a marzo 2027 dal Detroit Institute of Arts, per la quale il Consolato e la Società Dante Alighieri stanno già collaborando con il direttore e il personale del Museo. La nostra Festa della Repubblica si svolgerà, il due giugno, proprio presso il Detroit Institute of Arts, uno dei musei più belli e curati degli Stati Uniti, legato dunque a doppio filo al nostro Consolato.
Un’altra sfida importante sarà il trasloco della sede: abbiamo individuato diverse opzioni, tra cui la più probabile – ma attendiamo ancora una conferma dal Ministero – è una moderna suite all’interno dell’edificio sito in 150 West Jefferson Avenue. Potremo così lasciare il decadente Renaissance Center per trasferirci in una sede più bella, moderna e funzionale, perfettamente inserita nella rinascita del Downtown di Detroit. Il nostro Consolato è parte integrante di questo processo, sia per i rapporti consolidati con le istituzioni locali, sia perché rappresentiamo l’unico Consolato di carriera europeo presente in città – un ruolo che si riflette anche nella mia posizione di EU Local Chair.
Dal mio arrivo, giorno dopo giorno, mi convinco sempre più della scelta che mi ha portato fin qui e sono certo che questi quattro anni segneranno indelebilmente il mio percorso, sia professionale che umano, e che Detroit rappresenterà, anche dopo il termine del mio mandato, una città parte fondamentale della mia vita, dove mi sentirò per sempre a casa.
Paolo Zanotto nasce il 12 novembre 1991 e compie i suoi studi a Padova, dove si laurea in Giurisprudenza nel 2016. Durante gli studi universitari frequenta per un semestre l’Università di Greifswald in Germania. Dopo aver svolto un tirocinio presso gli Uffici Giudiziari della Corte d’Appello di Venezia, frequenta il Corso di preparazione al Concorso Diplomatico presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale.
Prima di entrare nella Carriera Diplomatica, svolge un’esperienza lavorativa di circa due anni e mezzo presso l’Università degli Studi di Padova.
All’ingresso in Farnesina, nel febbraio 2024, viene assegnato all’Unità di Analisi e Programmazione, dove ricopre anche il ruolo di Responsabile dell’Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Durante lo stesso anno è assegnato per un mese presso l’Ambasciata d’Italia a Vilnius, in Lituania.
Il 7 gennaio 2026 assume le funzioni di console d’Italia a Detroit, con competenza sugli stati dell’Indiana, del Kentucky, del Michigan, dell’Ohio e del Tennessee.
Oltre all’italiano e all’inglese, parla anche tedesco e portoghese.





