Dalla tragedia ferroviaria del 1901 al monumento Sogni Persi, il lungo percorso che ha riportato alla luce una pagina dimenticata dell’emigrazione italiana in Michigan.
Il 27 novembre 1901, alla vigilia del Thanksgiving, numerosi immigrati italiani viaggiavano a bordo di un treno della Wabash Railroad diretto verso ovest. Erano arrivati negli Stati Uniti appena tre giorni prima, dopo aver attraversato l’Atlantico sul piroscafo francese La Champagne. Alle spalle avevano lasciato le famiglie e i paesi d’origine, spesso segnati dalla povertà. Davanti a loro, la speranza di trovare lavoro nelle miniere del Colorado o nelle campagne della California.
Quella sera, nei pressi di Seneca, non lontano da Adrian, nella contea di Lenawee, il loro viaggio si interruppe tragicamente. Il Western Express n. 13 si scontrò frontalmente con il Continental Limited n. 4, diretto a Detroit. Le carrozze di legno presero rapidamente fuoco e molti passeggeri rimasero intrappolati. Gli abitanti delle comunità vicine accorsero per prestare soccorso, ma per molti non ci fu nulla da fare.
Fu una delle più gravi tragedie ferroviarie nella storia del Michigan. Il numero esatto delle vittime non è mai stato accertato. Le ricostruzioni storiche parlano di un bilancio che potrebbe aver raggiunto il centinaio di morti, in gran parte immigrati italiani, mentre quello ufficiale si fermò a 23.
I resti di molte vittime, impossibili da identificare, furono raccolti in cinque bare e sepolti il 29 novembre 1901 all’Oakwood Cemetery di Adrian, senza nomi né lapidi.
Con il passare degli anni si perse anche la memoria del luogo esatto della sepoltura.
A riportare l’attenzione su questa vicenda fu la storica Laurie Perkins, che dedicò anni allo studio dell’incidente e, in occasione del centenario, pubblicò il libro Wreck on the Wabash. Le sue ricerche sui registri della nave La Champagne, conservati a Ellis Island, offrirono nuovi elementi per ricostruire l’identità e la provenienza dei passeggeri. Restava però una domanda: dove erano stati sepolti quegli immigrati?
Nel novembre 2015 Kyle Griffith, già insegnante di storia e dirigente del Lenawee Intermediate School District, coinvolse l’allora sindaco di Adrian, Jim Berryman, nella ricerca delle tombe. Grazie alla collaborazione del personale dell’Oakwood Cemetery, tra cui il sovrintendente Denny Vescelius, Chareen Goven individuò nei registri del 1901 la sepoltura di cinque bare contenenti i resti delle vittime dell’incidente. La scoperta venne resa pubblica all’inizio del 2016. Dopo oltre un secolo, il luogo della sepoltura era stato finalmente ritrovato.
Jim Berryman decise allora di rendere un omaggio permanente alle vittime e contattò il Consolato d’Italia a Detroit, all’epoca guidato dal Console Maria Luisa Lapresa. Fu lei a suggerire il coinvolgimento dello scultore italiano Sergio De Giusti, residente in Michigan, per la creazione di un monumento commemorativo. Il progetto riunì la città di Adrian, il Consolato d’Italia, il COM.IT.ES. Detroit e numerose realtà della comunità italoamericana. Alla sua realizzazione contribuirono la Dante Alighieri Society of Michigan, l’Italian-American Community of Metro Detroit, la National Italian American Foundation (NIAF), il Calabria Club, l’Italian American Club of Livonia and Charitable Foundation, l’Italian American Club of West Michigan, il Venetian Club, Armen e Wilma Del Pup e Flatlanders Sculpture Supply, oltre allo stesso COM.IT.ES. Detroit. Diverse iniziative accompagnarono la raccolta fondi, mentre Ken Thompson di Flatlanders contribuì alla preparazione della base e all’installazione dell’opera.
Il 24 settembre 2016, all’Oakwood Cemetery, venne inaugurato Sogni Persi, alla presenza delle autorità italiane e americane e di numerosi rappresentanti della comunità.
Sergio De Giusti, emigrato negli Stati Uniti nel 1954, volle raccontare la tragedia attraverso simboli legati all’Italia, al fuoco e alla ferrovia. Al centro dell’opera compare l’Italia Turrita, figura allegorica della nazione. Il titolo, Sogni Persi, ricorda le speranze di quegli immigrati, partiti per costruire una vita migliore e mai arrivati alla loro destinazione.
Durante la cerimonia venne inoltre sepolta ai piedi del monumento un’urna realizzata dall’artigiano Steve Chesher. Conteneva frammenti di resti umani recuperati dopo l’incidente e conservati per anni presso il museo storico locale. Padre Enzo Addari impartì la benedizione.
Il monumento non rappresentò la conclusione di questa storia. La sua inaugurazione diede nuovo impulso alle ricerche e favorì i contatti con le comunità italiane dalle quali provenivano alcuni degli emigranti.
Tra le vicende emerse vi è quella dei fratelli Carlo e Girolamo Trinei, originari di Sassoferrato, nelle Marche. Entrambi avevano lasciato mogli e figli nella speranza di migliorare le condizioni economiche delle loro famiglie.
Nei registri della nave La Champagne il loro cognome era stato inizialmente interpretato come Trino. Fu Consiglia Adelfi, presidente della Dante Alighieri Society of Michigan, a riconoscere il cognome Trinei attraverso una nuova lettura del documento, contribuendo così alle successive ricerche.
La collaborazione tra il COM.IT.ES. Detroit e l’Associazione Sassoferratesi nel Mondo permise di rintracciare i discendenti dei due fratelli e ricostruirne la storia familiare. Il 2 agosto 2024, a Sassoferrato, venne inaugurata una stele in loro memoria, creando un legame ideale con il monumento di Adrian.
Le ricerche raggiunsero anche il Trentino e la Valtellina. L’Associazione Trentini nel Mondo contribuì allo studio dei documenti di emigrazione, mentre nei comuni di Rogolo, Delebio e Cercino ricercatori e discendenti recuperarono informazioni su altri emigranti legati alla tragedia. Fotografie, registri e documenti familiari permisero di ricostruire storie rimaste a lungo nell’ombra. Nel novembre 2022, anche Rogolo dedicò una cerimonia pubblica alle vittime.
Il 2026 segna il 125° anniversario dell’incidente e i dieci anni dall’inaugurazione di Sogni Persi. Per questa ricorrenza, il COM.IT.ES. Detroit ha coordinato la realizzazione di una pubblicazione commemorativa, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso il Consolato d’Italia a Detroit, insieme ad altri sponsor. Il volume raccoglie fotografie, documenti storici, testimonianze e ricerche condotte sulle due sponde dell’Atlantico.
La commemorazione del 125° anniversario si terrà sabato 21 novembre 2026 ad Adrian, con una cerimonia presso il monumento Sogni Persi all’Oakwood Cemetery, seguita da un incontro all’Adrian Tobias Center.
La tragedia della Wabash racconta anche un volto meno conosciuto dell’emigrazione italiana. Accanto a chi riuscì a costruirsi una nuova vita in America, ci furono uomini e donne che affrontarono viaggi difficili, sacrifici e pericoli senza riuscire a raggiungere la meta.
A 125 anni di distanza, molte domande restano ancora senza risposta. Ma grazie al lavoro di storici, associazioni e discendenti, quelle vite non sono più soltanto numeri nelle cronache di un incidente ferroviario. Hanno ritrovato un posto nella storia e nella memoria delle comunità che, dall’Italia al Michigan, continuano a ricordarle.





