C’è un momento in cui New York si ferma a guardare il mare. È successo il 4 luglio, quando lungo il fiume Hudson è sfilata una delle più grandi flotte di velieri mai radunate, per celebrare i duecentocinquanta anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. In mezzo a oltre cinquanta grandi velieri e unità navali delle marine di tutto il mondo, a catturare gli sguardi c’era Nave Amerigo Vespucci, la Nave scuola della Marina Militare italiana, conosciuta come la nave più bella del mondo.
La parata, la Sail4th 250, ha percorso l’Hudson dal Ponte di Verrazzano fino al George Washington Bridge, passando davanti alla Statua della Libertà, in uno spettacolo che ha unito il mare, il cielo e la città. Per il Vespucci si è trattato della nona visita a New York, un legame con la città che dura dal 1933, quando la Nave arrivò per la prima volta al termine della sua prima traversata atlantica.
La sfilata sull’Hudson è uno dei momenti più significativi del nuovo capitolo del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, partita da Genova lo scorso 9 maggio. Con questo viaggio la Nave scuola della Marina Militare continua a portare nel mondo la bellezza, l’identità, il dialogo tra i popoli e la cultura dell’Italia e degli italiani.
Annunciato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026 è un’iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare, prodotta da Difesa Servizi, e si inserisce nel programma ufficiale delle celebrazioni per i duecentocinquanta anni dell’indipendenza americana. Un’occasione in cui l’Italia si è presentata a New York con il suo simbolo più elegante, in un dialogo tra due Paesi che affonda le radici nella storia, a partire dal nome stesso della Nave, quello del navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, da cui l’America prende il nome.
A raccontare la Nave è stato il suo comandante, il Capitano di Vascello Nicasio Falica, che ha spiegato cosa significhi guidare un equipaggio di circa duecentoquaranta persone, che d’estate arriva a quattrocento con gli allievi dell’Accademia Navale. «È una nave dove lo spirito di squadra, la capacità di lavorare insieme, è veramente uno dei valori su cui premiamo», ha detto. «Come comandante mi sento una parte dell’equipaggio. È una nave che senza l’equipaggio non naviga».
Varata a Castellammare di Stabia il 22 febbraio 1931, la Nave ha lo stesso compito da novantacinque anni, la formazione del personale militare, a partire dagli allievi dell’Accademia Navale. «Ogni allievo dell’Accademia Navale, quindi ogni ufficiale di Marina, ha ricevuto il suo battesimo del mare qui», ha raccontato Falica, ricordando il suo, nel 1998. L’altro compito, ha spiegato, è la diplomazia navale: «Possiamo dire che è una vera e propria ambasciata galleggiante, itinerante, che porta il dialogo e la cooperazione internazionale dappertutto».
È proprio negli Stati Uniti che nel 1962 nacque il titolo che accompagna il Vespucci. «L’USS Independence, una portaerei americana, incontra questa nave nera e bianca in velata, non la riconosce e le chiede: chi siete voi?», ha ricordato il comandante. «La risposta fu: nave scuola Amerigo Vespucci. E la controparte, comunicando a lampi di luce, disse: siete la nave più bella del mondo. Questo ce l’hanno detto gli americani, e noi ne andiamo fieri».
Sul legame tra tradizione e innovazione, Falica ha spiegato che le due cose vanno di pari passo. La Nave ha sistemi di comunicazione satellitare e navigazione elettronica, ma non rinuncia alle abitudini di sempre. «Seguiamo la navigazione col GPS, però quando siamo in Atlantico, lontano dalle coste, al tramonto gli allievi fanno ancora le osservazioni astronomiche», ha raccontato. «Riconoscono le stelle, ne misurano l’altezza e, con calcoli astronomici, determinano il punto in cui la nave si trova».
Della campagna appena cominciata, il comandante ha ricordato due momenti su tutti. La traversata oceanica, ventinove giorni e quattromila miglia percorse cercando i venti alisei come facevano i naviganti di un tempo, e la parata sull’Hudson. «Il passaggio sotto la Statua della Libertà, per noi, rappresenta il simbolo di un valore importantissimo da difendere, che è la libertà», ha detto. «È anche il simbolo degli Stati Uniti, un Paese che siamo venuti a onorare».
Alla fine, per Falica, il senso di tutto sta in una parola. «Nave scuola significa trasmettere competenze, responsabilità, passione per quello che facciamo», ha detto. Se il Vespucci è arrivato a novantacinque anni, quando la vita media di una nave è di trenta o quarant’anni, è merito dell’equipaggio. «Per me è un unico equipaggio dal 1931. Le persone sono cambiate, ma l’anima e lo spirito se ne prendono cura ogni giorno. Chi vive qua lo fa perché è innamorato, perché ha passione per questa nave e per quello che rappresenta».
Dopo la parata, Nave Amerigo Vespucci è rimasta ormeggiata al Pier 86, accanto all’Intrepid Museum, per una serie di eventi istituzionali e culturali, prima di riprendere il mare verso le prossime tappe del suo viaggio.
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