Si è conclusa la XXVI edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che dal 19 al 25 ottobre ha coinvolto la rete diplomatico-consolare e gli Istituti Italiani di Cultura di tutto il mondo sul tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. A New York l’Istituto Italiano di Cultura ha declinato il tema in un programma che ha attraversato sette secoli di lingua italiana, dai versi di Dante alle rime dell’hip hop, con un filo conduttore comune: la parola come strumento per inventare, raccontare e creare dialogo tra culture e generazioni.
«Il tema di quest’anno, “Lingua geniale”, ci chiedeva di mostrare l’italiano come lingua creativa e viva e credo che queste serate l’abbiano fatto nel modo migliore» ha dichiarato Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. «Dai versi di Dante, riletti con ironia da Gigliola Cinquetti ed Ennio Cavalli, alle rime di artisti italiani e americani che si sono incontrati sul nostro palco, un pubblico di generazioni diverse si è incontrato unito dalla passione per le parole. Il rap si è confermato uno strumento incredibile per avvicinare i giovani alla nostra lingua e l’hip hop, nato qui a New York, è tornato a casa parlando anche italiano. È questo il dialogo tra culture che l’Istituto vuole continuare a costruire».
La Settimana si è aperta mercoledì 21 ottobre con “Beatrice senza veli – Non ero io il grande amore di Dante. Intervista mai concessa e mai smentita”, scritto e interpretato da Ennio Cavalli, con Gigliola Cinquetti nei panni di Beatrice. Introdotto dal direttore dell’Istituto Claudio Pagliara, lo spettacolo ha immaginato un talk show dall’aldilà in cui la musa di Dante prende finalmente la parola, con ironia e sguardo contemporaneo, fino a paragonarsi a un’influencer dei nostri giorni. Al centro della serata, l’intuizione che Beatrice sia stata la “donna dello schermo” dietro cui il poeta celava il suo vero grande amore: la lingua italiana. Tra un dialogo e l’altro, Gigliola Cinquetti ha interpretato dal vivo “La domenica andando alla messa”, mentre la serata si è chiusa sulle note di “Non ho l’età”, il brano con cui a sedici anni vinse il Festival di Sanremo e l’Eurofestival del 1964. Il pubblico, numeroso, ha accolto lo spettacolo con grande calore.
Da giovedì 22 a sabato 24 ottobre l’Istituto ha ospitato “The Language of Rap”, il primo festival dedicato all’incontro tra rap italiano e rap americano, ideato e condotto da Amir Issaa, rapper, scrittore ed educatore. Per tre giorni il rap italiano ha compiuto simbolicamente il viaggio di ritorno verso la città in cui l’hip hop è nato, mettendo ogni sera in dialogo un artista italiano e uno americano. Il festival si è aperto giovedì 22 ottobre con il laboratorio di scrittura rap guidato da Amir Issaa, aperto a partecipanti di tutte le età per giocare con le rime e scoprire la forza delle parole in italiano.
Venerdì 23 ottobre, davanti a una sala gremita, Amir Issaa ha aperto la serata con una vera lezione di storia della musica, citando il ruolo che la tv, da Carlo Massarini a MTV, ha avuto nel portare questo genere nelle case dei giovani italiani. Sul palco si sono poi alternati due modi diversi di vivere il microfono. Adriana, voce della nuova scena italiana, ha trasformato la sala in un luogo d’incontro, coinvolgendo il pubblico in un continuo botta e risposta con la sua versatilità melodica. Dynasty, artista del Queens soprannominata “Spit Queen” da DJ Premier, ha risposto con la forza di una MC della scuola newyorkese: flow serrato, rime incisive e testi di forte impegno sociale. Il contrasto tra il calore melodico dell’una e la precisione lirica dell’altra ha acceso la serata, confermando l’idea alla base del festival: l’hip hop è una lingua capace di attraversare ogni confine.
Sabato 24 ottobre il festival si è chiuso con l’incontro tra il palermitano Davide Shorty e Skyzoo, rapper di Brooklyn, in un concerto in cui inglese e italiano si sono fusi in un’unica corrente musicale.
L’articolo Da Dante al rap: si chiude all’Istituto Italiano di Cultura la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo proviene da IlNewyorkese.





