Antonello Iacca e l’Old Fashion Cafe, un pezzo di Puglia nel cuore di New York

Dietro il bancone dell’Old Fashion Cafe, nel quartiere di SoHo, c’è la storia di una famiglia che dalla Puglia ha portato a New York la sua idea di ospitalità. Antonello Iacca è cresciuto tra i tavoli dell’Old Fashion di Taranto, il locale aperto dai suoi genitori e da suo zio nel 1998, e oggi, insieme ai fratelli, ha ricreato quello spirito a Manhattan. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare cosa significa, per lui, l’aperitivo all’italiana.

La storia dell’Old Fashion Cafe comincia a Taranto nel 1998, con il bar aperto dai tuoi genitori e da tuo zio. Cosa ti ha lasciato crescere dietro a quel bancone, e cosa di quella storia di famiglia hai portato a New York?

Crescere dietro quel bancone mi ha insegnato che un bar non è solo un posto dove si servono drink, ma un luogo dove si costruiscono relazioni. Ho visto i miei genitori e mio zio conoscere ogni cliente per nome, ricordarsi i loro gusti e farli sentire sempre a casa. È questa filosofia che ho portato con me a New York, l’ospitalità italiana fatta di attenzione, calore e autenticità. E, per me, il traguardo più bello è stato poter portare i miei fratelli in America e condividere con loro questo sogno. L’Old Fashion Cafe non è solo un progetto imprenditoriale, è un progetto di famiglia. Vederli al mio fianco ogni giorno e costruire insieme qualcosa che nasce dalle nostre radici è la soddisfazione più grande che potessi desiderare.

Si dice che la tua famiglia abbia contribuito a creare la moderna cultura del cocktail italiano. Cosa intendete per aperitivo all’italiana, e come lo avete portato dentro l’Old Fashion Cafe?

Per noi l’aperitivo all’italiana è prima di tutto un momento di condivisione. Il cocktail è importante, ma è solo una parte dell’esperienza. È l’essenza del dolce far niente, prendersi una pausa, mettere da parte gli impegni e vivere il momento. Questa è la filosofia che abbiamo portato all’Old Fashion Cafe. Vogliamo che ogni ospite si senta come se fosse in una piazza italiana, con un buon drink, qualcosa da condividere e la compagnia giusta. Più che servire cocktail, cerchiamo di far vivere uno stile di vita e l’autentico spirito dell’aperitivo italiano.

Sei arrivato a New York nel 2016 e hai lavorato dietro ad altri banconi prima di aprire il tuo locale. Cosa hai imparato in quegli anni, e cosa ti ha fatto dire “ora è il momento di aprire il mio posto”?

L’esperienza più importante è stata sicuramente quella dietro il banco di Ulivo, un luogo dove l’italianità non è solo un concetto, ma si vive ogni giorno. Lì ho capito come gli americani vedono l’Italia e quanto apprezzino due valori che per noi sono naturali, l’ospitalità e la qualità. Dopo quegli anni ho sentito che era arrivato il momento di fare un passo in più. Con l’Old Fashion Cafe ho voluto portare oltreoceano non solo la nostra idea di aperitivo, ma soprattutto il senso di famiglia che da sempre caratterizza l’Old Fashion di Taranto, in Puglia. Volevo creare un luogo dove le persone non venissero semplicemente a bere un cocktail, ma si sentissero accolte come ospiti a casa nostra.

Sei considerato uno dei grandi esperti di aperitivo a New York. C’è un cocktail del vostro menù, magari legato ai tuoi ricordi italiani, a cui tieni in modo particolare e che racconta l’anima del locale?

Sicuramente il Negroni Sbiancato. È il cocktail che più rappresenta la nostra filosofia, ed è stato inserito tra i cento aperitivi più importanti al mondo, un riconoscimento che ci rende molto orgogliosi. Per me è sinonimo di classe, eleganza ed equilibrio, prende ispirazione dalla grande tradizione italiana ma la interpreta in modo contemporaneo. È un drink che racconta perfettamente l’anima dell’Old Fashion Cafe, il rispetto per le nostre radici, l’attenzione alla qualità e la voglia di offrire un’esperienza che rimanga nella memoria. In fondo è questo che cerchiamo di fare ogni giorno, portare un pezzo d’Italia a New York, un aperitivo alla volta.

Guardando avanti, cosa vuoi che l’Old Fashion Cafe diventi per New York e per gli italiani che vivono qui?

Vorrei che diventasse un punto di riferimento. Un posto dove gli italiani possano sentirsi un po’ a casa e dove gli americani possano vivere un’esperienza autentica della nostra cultura. Il nostro obiettivo è continuare a far conoscere l’ospitalità italiana attraverso il buon bere, il buon cibo e un’atmosfera che faccia venire voglia di tornare. Gli Stati Uniti sono un Paese che premia chi sa innovare senza dimenticare le proprie radici, e credo che sia proprio dall’incontro tra la tradizione italiana e una visione internazionale che possono nascere le idee migliori.

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