Sei persone sono morte e altre nove sono rimaste ferite nell’incendio che giovedì 5 novembre ha distrutto una casa a Sunset Park, nel quartiere di Brooklyn. Nell’edificio sono state trovate due biciclette elettriche, ora al centro degli accertamenti degli investigatori: non è ancora stato stabilito se le loro batterie abbiano provocato le fiamme. Il sindaco di Mamdani, intervenuto sul luogo in conferenza stampa insieme ai vigili del fuoco, ha espresso il cordoglio della città per le vittime e la vicinanza ai familiari e ha dichiarato che le cause dell’incendio verranno accertate da un’indagine e i risultati verranno comunicati alla cittadinanza.
L’allarme è scattato alle 1:39 del mattino, quando un vicino ha chiamato i soccorsi per segnalare un incendio al 653 della 58th Street. I vigili del fuoco sono arrivati in poco più di tre minuti e hanno trovato l’edificio di due piani già avvolto dalle fiamme, dal seminterrato fino al piano superiore. Il fuoco usciva dalle finestre e diverse persone erano rimaste intrappolate all’interno.
Secondo il resoconto ufficiale del Comune di New York, quattro persone sono state trovate morte nell’edificio e altre due sono decedute dopo il trasferimento in ospedale. Tra i nove feriti ci sono quattro civili, tre vigili del fuoco e due agenti di polizia. Complessivamente sono intervenuti 231 soccorritori, con 74 mezzi e unità operative. L’incendio è stato dichiarato sotto controllo alle 4:28.
L’intervento è stato complicato dalla struttura dell’edificio, costruito prevalentemente in legno, come molte delle abitazioni adiacenti. Il fuoco si è propagato rapidamente attraverso i diversi piani, provocando anche il cedimento parziale di una scala interna. I pompieri sono riusciti a impedire che le fiamme coinvolgessero il resto dell’isolato e a soccorrere quattro persone rimaste intrappolate. Otto residenti degli edifici vicini hanno dovuto lasciare temporaneamente le proprie abitazioni.
Durante le operazioni sono state recuperate due biciclette elettriche, che gli investigatori stanno esaminando per verificare un eventuale collegamento con l’origine dell’incendio. Per stabilire con certezza le cause, i tecnici del Fire Department of New York (FDNY) devono individuare il punto di innesco e analizzare i materiali recuperati.
Il precedente più vicino risale al 28 ottobre, quando una batteria di bicicletta elettrica aveva provocato un incendio ai Patterson Houses, un complesso residenziale pubblico del Bronx. Le fiamme si erano sviluppate vicino all’ingresso di un appartamento all’undicesimo piano, impedendo agli occupanti di raggiungere l’uscita. Nell’incendio del Bronx era morto un bambino di 11 anni e il bilancio era successivamente salito a quattro decessi.
La frequenza di questi episodi emerge dai dati raccolti dal FDNY. Al 30 ottobre 2026, il dipartimento aveva registrato 401 incendi provocati da batterie agli ioni di litio, con 74 feriti e sei morti. Nell’intero 2025 gli incendi erano stati 292. Il dato aggiornato di novembre, riportato dalla stampa locale, supera già quota 400. Non si tratta esclusivamente di biciclette elettriche: la categoria comprende anche batterie utilizzate in altri dispositivi. Il FDNY e la sua fondazione hanno rinnovato le raccomandazioni di sicurezza proprio dopo l’incendio del Bronx.
Il problema non riguarda soltanto New York. Uno studio pubblicato nel marzo 2026 dal National Institute of Standards and Technology (NIST), l’agenzia federale statunitense che si occupa di standard e misurazioni, ha stimato che gli incendi collegati alle batterie agli ioni di litio nei prodotti di consumo stiano aumentando negli Stati Uniti a un ritmo di circa il 10 per cento all’anno. La ricerca evidenzia anche le difficoltà nel raccogliere dati completi, perché molti sistemi di rilevazione degli incendi non distinguono chiaramente le diverse tecnologie di accumulo.
Nel Regno Unito, dove esiste un sistema specifico di segnalazione, l’Office for Product Safety and Standards ha ricevuto nel 2025 comunicazioni relative a 217 incendi che hanno coinvolto biciclette elettriche. Considerando anche monopattini e altri dispositivi di micromobilità, gli episodi segnalati sono stati 267. Nel 55 per cento dei casi il luogo interessato era un ambiente interno o residenziale. Il rapporto precisa che le segnalazioni sono volontarie e non rappresentano il numero totale degli incendi avvenuti nel Paese.
Dei 267 incendi segnalati, 86 sono avvenuti mentre il dispositivo era collegato alla corrente, mentre 92 si sono verificati quando non era in carica. Per gli altri 89 episodi non era disponibile questa informazione. La distinzione mostra perché la prevenzione non possa limitarsi alla scelta del caricabatterie: contano anche le condizioni delle celle e il modo in cui la batteria viene conservata.
In altri Paesi, come l’Italia, non risulta disponibile un censimento nazionale pubblico altrettanto dettagliato che permetta di isolare gli incendi provocati dalle batterie delle biciclette elettriche. Esistono segnalazioni di singoli episodi, ma non sono sufficienti per stimare la dimensione del fenomeno.
Le batterie agli ioni di litio sono utilizzate nelle e-bike perché permettono di immagazzinare molta energia in poco spazio e con un peso relativamente contenuto. Un pacco batteria è formato da numerose celle collegate tra loro, controllate da un sistema elettronico chiamato Battery Management System (BMS), che monitora parametri come tensione, corrente e temperatura.
Se una cella presenta un difetto interno, subisce un danno o viene sottoposta a condizioni anomale, può sviluppare calore in modo incontrollato. È il fenomeno noto come thermal runaway, o fuga termica. Il surriscaldamento può propagarsi alle celle vicine e provocare la fuoriuscita di gas infiammabili, fiamme e fumo. In alcuni casi la reazione si sviluppa molto rapidamente, lasciando poco tempo per allontanarsi.
Non tutte le batterie presentano lo stesso livello di rischio. La qualità dei componenti, la presenza di sistemi di protezione efficaci, la compatibilità del caricabatterie e l’eventuale modifica del dispositivo incidono sulla sicurezza. Nel rapporto britannico, 82 dei 217 incendi di e-bike segnalati riguardavano biciclette convertite alla propulsione elettrica, mentre per 98 non era nota la tipologia costruttiva.
Per ridurre il rischio, il FDNY raccomanda di utilizzare dispositivi e caricabatterie compatibili e certificati, non modificare le batterie, non lasciarle in carica durante la notte o senza sorveglianza e non collocarle lungo le vie di fuga. Una batteria che si gonfia, emette odori insoliti, produce rumori anomali o si surriscalda deve essere considerata potenzialmente pericolosa. Se comincia a emettere fumo, occorre abbandonare immediatamente l’area e chiamare i soccorsi.
New York ha introdotto requisiti di certificazione per la vendita e il noleggio di biciclette elettriche e batterie, oltre a programmi per offrire ai lavoratori delle consegne soluzioni di ricarica alternative agli appartamenti. Il problema è particolarmente rilevante per chi utilizza la bicicletta come strumento di lavoro e vive in abitazioni dove non esistono spazi separati per custodirla.
A Sunset Park, intanto, la presenza delle biciclette elettriche è uno degli elementi al vaglio, non una conclusione, ma i dati raccolti a New York e all’estero mostrano quanto sia centrale il problema generale della sicurezza delle batterie.
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