All’Istituto Italiano di Cultura di New York la partecipazione dell’Amerigo Vespucci alla Sail4th 250 Tall Ships Parade è stata un modo per raccontare anche le celebrazioni per i 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. La serata, ospitata lunedì 15 giugno e moderata dal direttore dell’Istituto Claudio Pagliara, ha visto al centro la nave scuola della Marina Militare, che tornerà infatti a New York per sfilare nel porto insieme ad altre tall ship provenienti da diversi paesi.
Le tall ship, che in italiano si chiamano nave d’alto bordo, sarebbero le grosse navi a vela – fregate o vascelli – e devono il loro nome al fatto che, grazie agli alberi che ne sorreggono le vele, queste navi si sviluppano soprattutto in altezza. Oggi le tall ship sono per lo più navi-museo o navi-scuola, come appunto l’Amerigo Vespucci della Marina Italiana, ma richiamano a sé sempre un grande fascino, dovuto alla loro natura ovviamente storica e alla sostanziale differenza con le navi di oggi.
In collegamento è intervenuto il comandante dell’Amerigo Vespucci, Capitano di Vascello Nicasio Falica, che ha spiegato il senso del viaggio e il ruolo della nave come ambasciatrice dell’Italia nel mondo. In sala erano presenti Chris O’Brien, presidente e vice chairman di Sail4th 250, e Giosetta Capriati, presidente di Giosetta Consultants Inc., che ha ricordato il suo legame personale con il Vespucci: era salita a bordo per la prima volta nel 1976, durante le celebrazioni del Bicentenario americano. Cinquant’anni dopo, la nave torna per un’altra grande ricorrenza nazionale degli Stati Uniti.
Uno dei momenti più apprezzati è stato il disvelamento del modello dell’Amerigo Vespucci donato all’Istituto da Joanna Romersa, vedova di Michael B. Smith, che lo aveva assemblato partendo da un kit Mantua in scala 1:84.
La Sail4th 250 prevede un percorso dal ponte di Verrazzano-Narrows alla Statua della Libertà, fino all’Hudson e al George Washington Bridge.
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