Per oltre trent’anni è stata l’interfaccia quotidiana con il sistema dei trasporti di New York: la MetroCard, introdotta nel 1993, ha accompagnato milioni di spostamenti nella rete gestita dalla Metropolitan Transportation Authority, sostituendo progressivamente i vecchi gettoni metallici. Dal 2023 la città ha completato il passaggio al sistema contactless OMNY, segnando la fine operativa della tessera magnetica. In parallelo, però, la MetroCard è entrata in una nuova fase: quella di oggetto culturale, un simbolo urbano riconosciuto finanche come materiale artistico.
È da questa transizione che nasce “Inspired by MetroCard”, la mostra allestita presso la New York Transit Museum Gallery & Store, nello Shuttle Passage del Grand Central Terminal. L’esposizione raccoglie lavori di artisti che negli ultimi decenni hanno riutilizzato le tessere dismesse, trasformandole in supporti creativi. Secondo la direttrice ad interim del museo, Regina Shepherd, la MetroCard è stata “uno degli oggetti di design più accessibili nella storia della città”, e proprio questa diffusione capillare ne ha favorito la reinterpretazione artistica.
Le opere in mostra coprono ambiti molto diversi, ma condividono un elemento: partono tutte da un oggetto standardizzato e lo riconfigurano. L’artista Nina Vishneva, con il progetto MetroDress, utilizza centinaia di carte per realizzare abiti, tra cui un vestito da sposa e uno da ballo costruiti interamente con plastica riciclata. Nina Boesch lavora invece per sottrazione e ricomposizione, ritagliando le tessere per creare mosaici dettagliati che raffigurano skyline, ponti e animali urbani. VH McKenzie usa la superficie della MetroCard come una tela in miniatura, dipingendo scene di strada; Thomas McKean costruisce modelli architettonici ispirati ai palazzi newyorkesi. Tra i pezzi esposti compaiono anche le cosiddette “Hype Cards” progettate da Barbara Kruger per la Performa Biennial 2017, esempio di come la tessera sia stata utilizzata anche in contesti istituzionali e non solo spontanei.
La mostra rimarrà aperta fino a ottobre 2026 con ingresso gratuito, confermando una linea già seguita dal museo: trattare il trasporto pubblico non solo come infrastruttura, ma come parte dell’identità culturale della città. In questo senso, la MetroCard segue un percorso già visto in altri contesti urbani, dove oggetti quotidiani dismessi diventano materiali narrativi. Anche in Italia esistono pratiche simili legate al riuso creativo, ma raramente un singolo oggetto di servizio ha raggiunto un livello di riconoscibilità comparabile: la MetroCard, per diffusione e durata, ha finito per rappresentare un’esperienza condivisa difficilmente replicabile altrove.
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