La governatrice di New York Kathy Hochul ha annunciato l’intenzione di introdurre nuove restrizioni sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle campagne elettorali per limitare la diffusione di contenuti manipolati nelle fasi più delicate del voto. La proposta sarà illustrata nel suo State of the State address, e punta in particolare a regolamentare l’impiego di immagini generate artificialmente a ridosso delle elezioni.
Il punto centrale del pacchetto di misure riguarda il divieto, nei 90 giorni precedenti a una consultazione elettorale, di diffondere immagini generate con l’A.I. che ritraggano persone reali – principalmente i candidati avversari – senza il loro consenso. Accanto a questo, la proposta prevede il divieto esplicito di diffondere informazioni false sulle elezioni, come date, orari o modalità di voto, una forma di disinformazione già emersa più volte negli ultimi anni negli Stati Uniti.
Hochul ha motivato l’iniziativa sottolineando come la tecnologia renda sempre più semplice, per soggetti intenzionati a manipolare il dibattito pubblico, intervenire in momenti decisivi per il processo democratico. Secondo la governatrice, l’obiettivo è fissare standard chiari prima che l’uso incontrollato dell’A.I. diventi una prassi consolidata nel confronto politico, con effetti difficilmente reversibili sulla fiducia degli elettori.
Negli ultimi cicli elettorali, infatti, gli elettori americani sono stati esposti a una quantità crescente di contenuti ingannevoli: dai robocall automatizzati alle immagini e agli audio manipolati. Nel 2024, ad esempio, Keith Wright, ex influente membro dell’assemblea statale di New York, sostenne che una registrazione audio in cui sembrava insultare un ex collega fosse un deepfake, ovvero un contenuto generato con l’A.I. che ne simulava la voce artificialmente. Quello sull’uso dei deepfake è un tema arrivato in poco tempo al dibattito nazionale, vista la difficoltà per il pubblico di distinguere contenuti autentici da quelli artificialmente costruiti.
Un caso particolarmente discusso risale alla campagna per la carica di sindaco di New York, quando il team dell’allora ex governatore Andrew Cuomo diffuse un video realizzato con l’intelligenza artificiale che raffigurava Zohran Mamdani – oggi sindaco della città – in scene caricaturali e offensive. Il video suggeriva, tra le altre cose, che i suoi sostenitori fossero criminali e autori di violenze domestiche. Dopo le critiche, il comitato elettorale dovette spiegare che il contenuto era stato pubblicato senza le necessarie verifiche e ritirato perché non approvato dai consulenti legali.
A Zohran Halloween Special (ft. Sliwa) pic.twitter.com/RTQtIIGSzB
— Andrew Cuomo (@andrewcuomo) November 1, 2025
Se approvate dal Parlamento statale, le nuove norme consentirebbero a individui e organizzazioni di ricorrere alle vie legali contro campagne o soggetti che violino i divieti. Non si tratterebbe neanche del primo intervento in campo di intelligenza artificiale: negli ultimi anni New York, come altri Stati, ha già introdotto obblighi di trasparenza sull’uso dell’A.I. in politica, chiedendo alle campagne di dichiarare quando ricorrono a contenuti generati artificialmente.
Più in generale, lo Stato ha investito oltre 300 milioni di dollari in poco tempo nella ricerca sull’intelligenza artificiale e ha approvato leggi che ne regolano l’impiego, dal settore cinematografico a quello elettorale. Più recentemente, la governatrice ha sostenuto nuove norme sulla privacy dei minori nei videogiochi e sui social network. Nel 2025, Hochul è stata inoltre coinvolta in un confronto acceso sulla regolamentazione dei modelli di A.I. più avanzati, culminato con l’approvazione di una legge che, pur ridimensionata rispetto alle versioni iniziali, ha collocato New York su un piano simile a quello della California tra gli Stati più attivi nella regolazione dell’intelligenza artificiale.
L’articolo New York vieterà l’uso di immagini generate dall’I.A. per screditare gli avversari politici proviene da IlNewyorkese.





